poesie

Fragilidad

Come l’ultima lacrima di gorgonzola
come  autunnali foglie al vento
è fragile il mio sentimento
che mi deprime e mi sconsola

Vaga distratta la mia mente
tra le ineluttabili condizioni
cambiano le mie emozioni
taleggia malinconico il presente

Evanescente come un fumetto di eroi (e di avventure)
e il mio pensare a noi

Immagine

Rime formaggiose

La signora non indugia
nell’usar la sua grattugia
segue una dieta sana
abbondando con il grana
quando era appena nata
già mangiava la burrata
fin dai tempi del ginnasio
apprezzava anche il montasio
è per lei sempre uno sballo
assaporar il caciocavallo
condivide volentieri
i segreti formaggieri
e adesso che è rimasta sola
con il cacio si consola
2015-02-01-133450

 

Lentamente muore – fOrMAGGIO a Martha Medeiros

Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine,

mangiando ogni giorno gli stessi formaggi,

chi non cambia la marca del brie o l'affumicatura del caciocavallo,

chi non rischia il camembert,

chi non assaggia formaggi che non conosce.

Lentamente muore chi evita una passione,

chi vuole solo mozzarella e il philadelfia light

piuttosto che un insieme di emozioni di montasio e di taleggio;

emozioni che fanno brillare gli occhi,

quelle che fanno di un risotto un capolavoro,

quelle che fanno battere il cuore

davanti ad un primo fatto con sentimento!

Lentamente muore chi non apparecchia il tavolo,

chi è infelice della sua dieta,

chi non rischia il colesterolo per la sua buzza,

chi rinuncia ad inseguire il parmigiano,

chi non si permette almeno una volta d'ingerire formaggi stagionati.

Lentamente muore chi non viaggia alla ricerca del pecorino di Fossa,

chi non lo accompagna con il Chianti,

chi non gode dei piaceri del cacio e della carne,

chi non trova grazia e pace nella scamorza.

Lentamente muore chi distrugge l’amor proprio,

rinunciando,

chi passa i giorni a lamentarsi della propria forma fisica.

Lentamente muore chi abbandona un fiore sardo prima di assaggiarlo,

chi non è curioso di cibarsi di cose che non conosce,

chi non si espone per paura d'ingrassare.

Pensano di evitare la morte a piccole dosi,

non comprendono che essere vivi è di più

del semplice fatto di respirare!

Soltanto l’ardente pietanza porterà al raggiungimento di

una splendida

felicità

 

 

lo so, io non sono Neruda, ma non lo era neanche chi ha scritto la poesia originale, sappiatelo!

Io sono femmina

Io sono femmina e mi poteva andare peggio

se fossi nata uomo maschio privo di Taleggio

Sono tutta donna, una tipa niente male

valgo più dell'oro, della Toma, del Primosale

Se vuoi conoscermi seguimi se ne hai il coraggio

Io sono Sabrella Sant'Atroce, la regina del formaggio

 

 

San Martirio

“La treccia e i caci molli mangiando il primo sale, e sotto il pastorale urla e sussulta la comar;

ma per le vie del porco dall’ubriacar de’ vini va l’aspro odor di bottini l’anime a rinfognar.

Girano ceffi offesi procedo sospettando: il formaggiator cagliando e lo struscio a trasmigrar

tu le rossastre turbi con stormi d’uccelli neri, com’esuli nigeri, che seppero migrar”

La mia essenza

Fessure

la luce vi penetra facendomi percepire il vuoto dentro me

Sono fatta di cavità più o meno profonde

tutto in me affossa

come l’omonimo pecorino

La mia essenza è una manifestazione di incavi di varie misure

squarci regolari che teorizzano

la mia aria

Nella mia vita ci sono infiniti buchi neri

riempio i loro bordi

con il formaggio intorno