Seni e Coseni

 

Ci sono stagioni che non demordono nonostante la crisi e che riemergono con tutta la loro fiorettitudine ad insinuarsi nel naso che si perde nelle orge dei profumi della primavera, che si perde lungo il tuo corpo odorandoti e adorandoti. Sai di erba tagliata e di primavera, sai di stagione nuova, di colori e di nuovi sapori, sai di Bresse Bleu e di Roquefort … Oh Rocc’,  ssi  fort!
Non ho molto da offrirti se non il mio generoso seno sul quale ti risposi dopo ore e ore d’amore e di gioco del dottore sotto l’occhio vigile delle tre civette sul comò,  ambarabà ciccì coccò. La mia carne è la tua carne, ci siamo mescolati come un arrosto misto insaporendoci a Vicenza, ma pure a Capri, Barletta, ovunque: in tutti i modi, in tutti i luoghi e in tutti i laghi. Ogni volta, dopo l’amore,  torni ad adagiarti più su della mia cintura perché è di sopra che si esprime la natura. Riposati e perditi in me sulle mie poppe, poppe, poppe, rigoglio sano di femminili ormoni, colline bianche e solchi misteriosi dove si appuntano gli sguardi dei golosi.
poppe

grazie Ivan

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