Lei, lui, io e il circolo vizioso

Il presente persiste ma solo al momento, il passato è fuggito e il futuro arriverà diventando presente e poi passato, è un circolo vizioso come quel club dove sono rifinita qualche sera fa in cerca di qualcosa d’importante, di unico e di grande. La noia mi annoia, cerco un centro di gravità permanente ma ho i capelli lisci e il riccio non mi dona. Avevo voglia di qualcosa, qualcuno lontano, forse vicino sì.
Non ero mai stata in quel club, non sapevo se avrei trovato un tipo o una tipa con un buon equipaggio a cui piacesse il formaggio. Era una notte di silenzio e di luna piena, speravo tanto che ne valesse la pena e così, senza pensarci più di tanto, varcai la soglia per solleticar la voglia. Mi avvicinai al bar adagio e vedi sul bancone degli assaggi di cacio, iniziai così a mangiare in attesa di qualcosa da fare. L’aria ruffiana e leggera del sabato sera si mescolava all’odore di quel posto ombroso e nascosto, mentre mi deliziavo con dei piccoli pezzi di parmigiano sentii qualcuno sfiorar la mia mano. Voi, piccoli umanoidi sterili di pietanze orgiastiche sinuose in effervescenti mutazioni climatiche fatte di scie chimiche di marcianoiana memoria, non potete comprendere l’emozione di un momento e poi di corsa verso il vento. Il tocco di quella mano calda mi provoco un brivido blu, alzai lo sguardo e vidi lei che mi sorrideva, si chiamava Marilù. Era un donna bellissima dagli occhi come fari abbaglianti e io le stavo davanti, si. Yeeeah! Aveva un sorriso che risplendeva sul suo viso, un seno abbondante e un fare ammiccante. Mi prese per mano e mi portò sul divano, mi disse che non era sola, con quanto fiato in gola, il buio ti innamora qualcuno ti consola, la notte vola. M’indicò con lo sguardo un uomo che si trovava a pochi metri da noi,  mi disse che anche per loro era la prima volta in quel club e che quella sera avevano deciso di provare l’ebrezza di un ménage à trois. Decidemmo di uscire da quel posto e mi portarono nella loro casa, una splendida villa in collina che non avevo visto mai prima. Entrammo, le luci erano basse, nell’aria un profumo invitante. Non ricordo chi mise su un disco di Gato Barbieri, ma forse non era Barbieri perché quando il Gato non c’è i topi ballano e noi cominciammo a ballare. Mi offrirono da bere e del pyrénées, iniziai a deliziarmi di quel buon formaggio francese, era lei che con la sua mano m’imboccava mentre lui mi toccava. Lei si tolse i vestiti e lui cominciò a togliere i miei. Io mi sentivo fremere mentre avvertivo i suoi seni premere sui miei, ci baciammo, iniziammo ad assaporare i nostri corpi nudi, in tutti i modi, in tutti i luoghi e in tutti i laghi. Lei amava guardare e io, mentre ero presa da lui, guardavo lei che era presa da me, che ero presa da lui, che era preso da me, che ero presa, si ero parecchio presa. Ad un certo punto cominciai a sentire le mani le sue e poi un’altra volta noi due e noi ancora e lei ancora e lei un’altra volta fra noi, non si può morire dentro, lei era bella, comunque bella. Avevo già avuto esperienze simili, ma di lei m’innamorai, giusto quel paio d’ore in cui facemmo l’amore. Uscii da casa loro quando ormai, spossati dal sesso, si erano addormentati sul divano con il poggiapiedi annesso.
Non tornai più al club Circolo Vizioso, non volevo rivederli. La magia di un ricordo va custodita nel passato che rimane passato e che inghiottirà l’oggi e il domani, domani è un altro giorno.

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