e io rinascerò …

Troppi mesi sono passati, ma il tempo riesce a rendermi speciale come l'Ambra di Talamello. Sono cambiata … non ho avuto più alcun rapporto né orale, né scritto. Santa Rita S'Accascia non è più la mia mistica preferita, ho perso la fede e anche un paio di orecchini, ma ho ritrovato il mio vero io serpeggiatore sfrangente di catarsi sismotiche in ampliamenti universalmente idiosincratici: la semplicità … tu semplicità sei la mia felicità. E pensare che questa felicità l'avevo rifiutata in tutti i modi, in tutti i modi e in tutti i laghi. Io vivevo nel tormento cercando nel sesso qualche amplesso con il suono un po' sconnesso ancor prima del decesso di qualche giovane commesso senza l'ombra di un complesso. Pensavo onestamente che solo attraverso il formaggio e la copula avrei raggiunto l'illuminazione, non mi rendevo conto che la copula sei tu, chi può darti di più. Uno su mille ce la fa, ma quanto è dura la salita specie se per andare a Fiesole ti fanno passare da Compiobbi, anche se stai a Coverciano,? E' questa l'ano-malia in questa città che ci ammalia e che ci ammala.

Mi aspettano nuove sensazioni, giovani garzoni … ricominciamo. Io non posso stare ferma con le mani nelle mani, tante cose devo fare prima che venga domani. Io verrò, lei verrà, io ne ho già sete. Respirerò l'odore dei granai e pace per chi ci sarà e per i fornai. Sento questa semplicità appartenermi, come un pesce appartiene all'acquario, come un acquario appartiene a chi si è comprato un acquario … ma io sono della vergine e di vago, di pingo e di leggio e qualche volta di scrivo. Mi sento leggera e come una piuma volo sulle coscienze di felini ibridi abbandonati negli stadi da idioti tifosi suscettibili alle mode di modelli stereo e tipati in lugubre cantine senza fossa e pecorini. Mi sento eletta, e. letta … potrei guidare il paese ma preferisco guidare a fari spenti nella notte per vedere se poi è tanto difficile morire.

Io sono il vento che sbatterà pioggia di sabbia sui vostri vetri appena lavati, io sono il guano che si posa sulle vostre auto lucidate da inconsistenti pregiudizi sui formaggi, perché non è vero che quello che non ammazza ingrassa, io sono morta e rinata un milione di volte e un milione di volte mi sono persa nei buchi neri dell'emmental, ma adesso sono tornata per riprendere in mano la mia vita, anche i miei fianchi e l'interno coscia.

Vi allieterò raccontandovi le miserie delle vostre meste esistenze di voi esseri inferiori al Buxton blue, schiaccerò noci e pisolini per uniformarli al gorgonzola che non osate vedere perché siete privi di senso del possesso che fu pre-Alessandrino. La mia voce come il coro delle sirene di Ulisse v'incatenerà, ma se vi fregano il sellino non potrò farci niente. Io sono fatta della stessa materia di cui sono fatti gli scalogni, vi farò ridere e piangere lacrime amare e sapore di sale.  

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